Lezione di grammatica italiana

I suffissi -ABILE e -IBILE

In questa videolezione spiego i suffissi aggettivali "abile" e "ibile" e come formare un aggettivo deverbale partendo da un verbo transitivo

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Videolezione sulla grammatica italiana

In questo video spiego i suffissi aggettivali ABILE e IBILE

Nel video spiego gli aggettivi deverbali formati usando i suffissi "abile" e "ibile" (es. mangiabile, leggibile, riconoscibile, ecc.)

Nota: Questo è un video per chi sta imparando la lingua italiana. Non è una lezione di grammatica per parlanti madrelingua.

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Cos'è questo video?

Questa è una lezione di grammatica italiana. Nella lezione parlo degli aggettivi deverbali formati con i suffissi "abile" e "ibile".

Per chi è pensato questo video?

Questa è una lezione di grammatica italiana per stranieri. In altre parole, questo video è pensato per chi sta imparando l'italiano come lingua straniera. Mi riferisco, ad esempio, a:

  • chi sta imparando la lingua italiana da autodidatta, per esempio guardando dei video su YouTube;
  • chi sta seguendo corsi o lezioni di italiano;
  • chi sta imparando l'italiano con delle lezioni private; ecc.

Trascrizione completa del video (testo integrale)

Ciao a tutti, io sono Luca e in questo video volevo parlare di 2 fantastici suffissi che ci permettono di creare un aggettivo a partire da un verbo. I suffissi in questione sono: ABILE e IBILE. Questo video è pensato per quelle meravigliose persone che stanno imparando l'italiano come lingua straniera. Se sei una di queste, continua a guardare! (introduzione del canale unlearningitalian) Come dicevo, in questo video volevo parlare di 2 suffissi, che in realtà sono lo stesso suffisso. Cioè il suffisso sarebbe -bile preceduto da una vocale accentata, che in alcuni casi è una A accentata, in altri casi è una I accentata. Questo dipende dal verbo. Il suffisso propriamente è la parte "bile", poi prima ci può essere, a seconda dei verbi, una A accentata, e quindi avremo -abile, oppure una I accentata e quindi avremo -ibile. In particolare, ai verbi in -are, cioè ai verbi della prima coniugazione, aggiungiamo -abile. A tutti gli altri verbi aggiungiamo -ibile. Qui non ci si può confondere, perché comunque "-are" > "abile". Tutti gli altri verbi > "ibile". Mi raccomando, la cosa importante è ricordarsi che la vocale è accentata. Quindi è "abile" , "ibile". Come dicevo, questo suffisso ci permette di formare un aggettivo a partire da un verbo. Quindi, se vogliamo, è un suffisso aggettivale. Per esempio, prendiamo il verbo "mangiare". Togliamo la desinenza "are", aggiungiamo "abile" e otteniamo "mangiabile". Fate molta attenzione all'accento, perché l'accento dev'essere sulla vocale che precede il suffisso. Quindi non è màngiabile, ma mangiàbile. Cosa vuol dire "mangiabile"? Mangiabile vuol dire che può essere mangiato. Facciamo un altro esempio. Se noi abbiamo il verbo "consigliare", "consiglia", aggiungiamo "-bile" e otteniamo "consigliabile". Cosa significa "consigliabile"? Che può essere consigliato oppure che dovrebbe essere consigliato. O che sarebbe necessario consigliare. Se prendiamo per esempio il verbo "pensare", avremo "pensabile". Cosa significa "pensabile"? Che può essere pensato. Se prendiamo il verbo "ascoltare", avremo "ascoltabile". Che significa? Che può essere ascoltato. Allo stesso modo, se io ho il verbo "rintracciare", avrò "rintracciabile". Una cosa interessante di questi aggettivi è che poi noi, davanti a molti di questi aggettivi, possiamo mettere il prefisso in- e otteniamo il contrario. Quindi se io dico "trovabile" vuol dire che può essere trovato. Se io dico "introvabile" vuol dire che non può essere trovato. Allo stesso modo, se io dico "pensabile" voglio dire che può essere pensato, se io metto davanti il prefisso in- , diventa "impensabile", perché comunque la N diventa una M. Quindi "impensabile" vuol dire che non può essere pensato. Cioè che è inconcepibile. Ovvero che è assurdo. Allo stesso modo, da "mangiabile" otteniamo "immangiabile". Cosa vuol dire "immangiabile"? Che non può essere mangiato. E la cosa interessante è che molte delle forme negative in realtà sono più comuni delle forme positive. Per esempio "introvabile" è un aggettivo sicuramente più comune di "trovabile". Anzi, "trovabile" non lo dice quasi nessuno. E lo stesso discorso vale per gli aggettivi "pensabile" e "impensabile". Sicuramente "impensabile" è più comune. Per quanto riguarda invece il verbo "consigliare", il discorso è leggermente diverso. Perché voi sapete che noi abbiamo il verbo "consigliare" e il verbo "sconsigliare". Quindi in questo caso, se vogliamo ottenere il contrario di "consigliabile", dobbiamo prendere il verbo "sconsigliare". E quindi otterremo "sconsigliabile". Cosa significa "sconsigliabile"? Che sarebbe meglio non fare. Cioè che dovrebbe essere sconsigliato. Dal verbo "attaccare" otterremo "attaccabile". Il contrario di "attaccabile" è "inattaccabile". Un'altra forma molto comune è "inarrestabile". Inarrestabile chiaramente deriva dal verbo "arrestare", la forma positiva sarebbe "arrestabile".La forma negativa è "inarrestabile". Che significa? Che non può essere fermato. Dal verbo "realizzare" otterremo "realizzabile". Cosa significa "realizzabile"? Che può essere realizzato. Qual è il contrario di "realizzabile"? Irrealizzabile. Quindi, se io dico che qualcosa è irrealizzabile, voglio dire che non può essere realizzato. Ecco, poi per esempio dal verbo "confessare" avremo "confessabile". Il contrario di "confessabile" è "inconfessabile". Che significa "inconfessabile"? Che non può essere confessato. Anche qui, in questo caso, sicuramente "inconfessabile" è più comune di "confessabile". Dal verbo "accettare" avremo "accettabile". Il contrario di "accettabile" sarà "inaccettabile". Per esempio, se io dico a qualcuno: "Questa cosa è inaccettabile", cosa voglio dire? Che questa cosa non può essere accettata. Ecco, poi ci sono dei verbi particolari, come per esempio "fare". Dal verbo "fare" otteniamo "fattibile". Che significa? Che può essere fatto. Questo è un aggettivo sicuramente molto, molto comune. Cioè, se io dico che qualcosa è fattibile, voglio dire che questa cosa può essere fatta. Per esempio, se io dico: "Non mi sembra fattibile", voglio dire che questa cosa secondo me non può essere fatta. Non può essere realizzata. Ecco, questi sono i verbi in -are. Passiamo a tutti gli altri verbi. Che, come vi dicevo, non hanno il suffisso -abile, ma hanno il suffisso -ibile. Per esempio, se prendiamo il verbo "aprire", avremo "apribile". Cosa significa "apribile"? Che può essere aperto. Allo stesso modo, se prendiamo il verbo "chiudere". avremo "chiudibile". Che significa? Che può essere chiuso. Poi c'è il verbo "richiudere" che ci darà "richiudibile". Sicuramente "richiudibile" è più comune di "chiudibile". Cosa significa richiudibile? Che può essere richiuso. Dal verbo "sostenere", invece, otterremo "sostenibile". Quest'aggettivo probabilmente lo conoscete, conoscete l'espressione "lo sviluppo sostenibile". Cosa significa "lo sviluppo sostenibile"? Significa lo sviluppo che può essere sostenuto. Dal verbo "raggiungere" otteniamo l'aggettivo "raggiungibile". Cosa significa "raggiungibile"? Che può essere raggiunto. Quindi, se io dico che questi obiettivi sono raggiungibili, vuol dire che possono essere raggiunti. Vi ricordate che prima vi dicevo che posso mettere il prefisso in- davanti a questi aggettivi? Ecco, se io metto in- davanti a "raggiungibile", ottengo "irraggiungibile". Che significa? Che non può essere raggiunto. Quindi, se io dico "obiettivi irraggiungibili", voglio dire che questi obiettivi non possono essere raggiunti. Voi vi chiederete: "Ma perché si dice irraggiungibili e non inraggiungibili?" Cioè perché la N diventa R? Semplicemente perché dopo c'è una R e quindi la N diventa una R. Cioè perché sarebbe difficile pronunciare /inraggiungibile/. Allo stesso modo, prima avevo fatto l'esempio con "rintracciabile", no?! Se io voglio ottenere il contrario di "rintracciabile", metto in- e otterrò "irrintracciabile". Quindi con due R. Dal verbo "leggere" otterremo "leggibile". Che significa "leggibile"? Che può essere letto, ma nel senso che è comprensibile. Quindi se una persona scrive in modo leggibile, vuol dire che noi non abbiamo difficoltà a leggere. Se una persona, al contrario, scrive in modo illeggibile, vuol dire che noi non riusciamo a leggere perché questo testo non si riesce a leggere. Dal verbo "discutere" otterremo "discutibile". Questo è un aggettivo molto molto comune, molto usato. Cosa vuol dire "discutibile"? Che può essere discusso. O anche, volendo, che sarebbe necessario discutere. Se io metto il prefisso in- davanti a "discutibile", ottengo "indiscutibile". Se io dico che qualcosa è indiscutibile, voglio dire che questa cosa non può essere discussa, cioè è certa. Non è necessario mettersi a discutere su questa cosa. Perché questa cosa è certa. Dal verbo "difendere" otterremo "difendibile". Il contrario di "difendibile" è "indifendibile". Cosa vuol dire "indifendibile"? Vuol dire che questa cosa non può essere difesa. Come vi dicevo, molto spesso le forme negative sono più comuni della forma positiva. Quindi "indifendibile" è sicuramente più comune di "difendibile". "Inattaccabile" è sicuramente più comune di "attaccabile". Da "bere" otteniamo "bevibile". Cosa significa "bevibile"? Che può essere bevuto. Quindi, se io dico che qualcosa è bevibile, voglio dire che può essere bevuto. Se però dico che è imbevibile, voglio dire che non può essere bevuto. Cioè che ha un sapore talmente disgustoso che non può essere bevuto. Un'altra cosa che volevo dire è che poi, come dicevo, le forme negative sono rimaste, diciamo, con questo significato, per lo più. Alcune forme positive, per esempio "mangiabile", "bevibile", ecc. hanno acquisito una sfumatura di significato leggermente diversa. Quindi se io dico che qualcosa è mangiabile, voglio dire, sì, che lo posso mangiare, però non è buono. Allo stesso modo, se io dico "è bevibile", voglio dire che questa bevanda, questo cocktail, non so, qualcosa di questo tipo, è bevibile nel senso che lo posso bere. Cioè che se lo bevo non finisco all'ospedale. Però non è buono. Cioè ha un sapore schifoso. Ecco, un'altra cosa a cui fare attenzione è il fatto che poi, nel caso di alcuni verbi, ci sono alcune alternanze di consonanti. Per esempio, da "riprodurre" abbiamo "riproducibile", da "ammettere" abbiamo "ammissibile", da "comprendere" abbiamo "comprensibile". Ecco, da ultimo io volevo dire questa cosa. Io ho fatto una serie di esempi concreti. In generale, diciamo che da molti verbi si possono ottenere aggettivi di questo tipo. Chiaramente non da tutti i verbi. Quindi, ecco, il mio consiglio magari è di limitarvi agli esempi che vi ho fatto. Cioè di non estendere eccessivamente questo sufffisso ad altri verbi. Sicuramente questo suffisso non può essere esteso a verbi intransitivi come per esempio "dormire". Non possiamo dire "dormibile". Oppure "venire", non possiamo dire "venibile". Perché comunque per motivi di significato ci serve un verbo transitivo. Perché se io dico che una cosa è mangiabile, voglio dire che può essere mangiata. Quindi il soggetto diventa passivo. Ecco, diciamo che a me interessava spiegarvi questi suffissi non tanto per invitarvi poi ad estenderli a tutti i verbi, quanto per farvi capire che magari alcuni aggettivi che già conoscete in realtà sono stati creati in passato in questo modo. Ecco, questo è quanto! Spero che questo video vi sia stato utile e vi saluto!.